Una scuola d’arte oltre l’accademia

Afterclass è una scuola d’arte indipendente nata a Bergamo per accompagnare artisti post-laurea nel passaggio tra accademia e mondo professionale: uno spazio intensivo di ricerca, confronto critico e accesso al sistema dell’arte contemporanea.


durata

9

Mesi di corso (Ott-Giu)

Accesso

15

Studenti selezionati

faculty

19

docenti (resident e visiting)

La scuola

Fondata a Bergamo nel 2026, più che un semplice programma di corsi, Afterclass si configura come un ambiente pedagogico intensivo in cui teoria e pratica si intrecciano per accompagnare gli studenti oltre i confini della formazione accademica tradizionale.

Il programma, della durata di 9 mesi, da ottobre a giugno, è pensato per 15 studenti selezionati ed è guidato da una faculty composta da 3 resident professors, affiancati da un corposo visiting program. La struttura didattica integra seminari teorici, laboratori pratici e workshop intensivi, e si conclude con la realizzazione di un progetto o di una mostra di fine anno.

Le iscrizioni apriranno a gennaio 2027 e il primo ciclo di corsi prenderà l’avvio nell’ottobre dello stesso anno. Fino ad allora, Afterclass costruirà il proprio spazio attraverso un programma di iniziative pubbliche, incontri, e formati sperimentali pensati per attivare la community, raccontare la visione della scuola e testare nuove modalità di narrazione dell’arte contemporanea.

Afterclass è un progetto della Fondazione Nuovo Principe, ente del Terzo Settore che ha in gestione lo sviluppo dei contenuti creativi dell’ex “Principe di Napoli”, complesso seicentesco di oltre 2.000 metri quadrati situato nel centro storico di Bergamo, che, dopo oltre trent’anni di abbandono, riaprirà al pubblico nella primavera del 2027 come nuovo vivaio culturale della città.

Il modello pedagogico

Il parametro scolastico di riferimento è quello delle Post Studio Art classes tenute tra il 1976 e il 2008 dall’artista ed educatore Michael Asher al California Institute of the Arts (CalArts) di Santa Clarita, dove la discussione nasceva attorno alle opere degli studenti, senza limiti temporali prestabiliti. Fin dagli esordi, Asher concepiva la propria opera come un “dispositivo relazionale”: un mezzo per favorire l’incontro e l’interazione tra le persone. Applicando lo stesso principio all’ambito accademico, l’artista americano individuava nella circolazione della conoscenza l’esito ultimo dell’educazione artistica — una conoscenza intesa non come bene astratto o individuale, ma come risorsa critica e pubblica, capace di generare accesso, strumenti interpretativi e possibilità di emancipazione.

Fondato sulla stessa convinzione che l’educazione sia un processo collettivo di umanizzazione, anziché un percorso solitario della coscienza individuale, Afterclass si basa su un modello pedagogico di apprendimento reciproco, nel quale mentor e mentee lavorano insieme per acquisire una maggiore consapevolezza dell’ambiente in cui vivono e operano. In questo quadro, il docente non si limita a trasmettere conoscenze, ma ascolta il linguaggio della classe, individuando le parole e i temi che emergono con maggiore forza, frequenza o intensità e trasformandoli in un terreno di scambio, una tensione produttiva e uno spazio di dialogo tra tutti i partecipanti.

Infine, seguendo la traiettoria tracciata dai programmi intensivi di origine statunitense — dallo stesso CalArts al CCS Bard di New YorkAfterclass affronta l’arte non come una disciplina autoreferenziale, ma come uno strumento per comprendere e trasformare il mondo. In questa prospettiva, l’aula diventa uno spazio di sperimentazione e confronto, in cui la pratica artistica si applica non soltanto all’opera, ma alla realtà stessa. L’obiettivo è generare un impatto concreto, formando persone capaci di intervenire attraverso idee, forme e pratiche nei contesti culturali, sociali ed economici che abitano.


Il programma si fonda su tre docenti stabili con responsabilità̀ distinte ma intrecciate: analisi della contemporaneità̀ e inquadramento critico, sviluppo della pratica in studio, accesso al campo professionale.

A questi si aggiungono visiting professors e guest professionals che ampliano il programma attraverso lecture, workshop, review.

Foto profilo nicola

Nicola

Ricciardi

Teoria, curatela, pratiche discorsive, coordinamento pedagogico

Foto profilo francesco

Francesco

Pedrini

Pratica artistica, ricerca, critica, produzione

Viviana Bertanzetti

Viviana

Bertanzetti

Gallerie, collezionismo, sistema dell’arte, professional practice

Programma didattico

Afterclass adotta una metodologia intensiva, seminariale e dialogica. Il programma alterna studio individuale, confronto collettivo e lavoro con la faculty. Particolare importanza è attribuita al crit come forma di apprendimento condiviso, al tutorial individuale come spazio di accompagnamento specifico e al confronto con visiting professors come momento di apertura verso il panorama nazionale e internazionale.

Primo Trimestre (Ottobre-Dicembre)

Fondazioni e posizionamento

Obiettivo: Mettere tutti sullo stesso piano, costruire linguaggio comune

Focus:

  • definizione della propria pratica/ricerca
  • strumenti critici condivisi
  • lettura della contemporaneità
  • prime esercitazioni collettive
  • tutorial individuali

Output:

  • statement preliminare
  • mappa di ricerca personale
  • presentazione orale del proprio posizionamento
  • primo crit / review collettivo

Secondo trimestre (Gennaio-Marzo)

Sperimentazione e produzione

Obiettivo: Trasformare la ricerca in lavoro concreto

Focus:

  • produzione artistica
  • progettazione curatoriale
  • scrittura critica ed editoriale
  • lavoro con ospiti esterni
  • esercizi pubblici, open studio, formati sperimentali

Output:

  • corpo di lavoro in sviluppo
  • progetto curatoriale individuale o a piccoli gruppi
  • testo critico/curatoriale
  • mock exhibition o public presentation

Terzo trimestre (Aprile-Giugno)

Presentazione, networking, transizione professionale

Obiettivo: Tradurre il percorso in una soglia pubblica e professionale

Focus:

  • finalizzazione dei progetti
  • mostra finale / programma pubblico / pubblicazione
  • portfolio e materiali professional
  • simulazioni di studio visit, application, colloqui
  • relazioni con istituzioni, spazi indipendenti, curatori, gallerie, fondazioni

Output:

  • progetto finale
  • mostra di restituzione conclusiva
  • portfolio completo
  • dossier professionale
  • piano individuale sviluppo carriera post-programma

Il progetto finale e la mostra di restituzione conclusiva si svolgeranno all’interno e in partnership con un museo/istituzione cittadina di alto profilo, per offrire agli studenti l’opportunità di confrontarsi con un contesto espositivo riconosciuto e con una dimensione pubblica reale.

Aree di studio


Pratica e Ricerca

Sviluppo della ricerca individuale; metodi di indagine visiva e concettuale; processi di produzione contemporanea

Teoria Critica e Visual Culture

Lettura della contemporaneità; istituzione, archivio, memoria; lavoro culturale; tecnologia, immagini e media

Curatela e Forme dell’Esposizione

Analisi delle pratiche curatoriali (ultra)contemporanee; progettazione di mostre; display e spazio; lavoro con artisti, testi, checklist, prestiti, budget

Scrittura, Editoria e Pratiche Discorsive

Artist statement; recensione e saggio breve; editing; costruzione syllabus condiviso; pratiche editoriali indipendenti

Professional Practice e Sistema dell’Arte

Ruoli e filiere nell’ecosistema dell’arte contemporanea; grant writing; portfolio, CV, bio, website; contratti, prestiti, diritti d’autore; budgeting e sostenibilità del lavoro culturale; fundraising e project management

Pratiche Collettive, Pedagogia e Spazio Pubblico

Educazione come pratica artistica; audience engagement; mediazione culturale; processi partecipativi; arte nei contesti sociali e urbani


La sede

Afterclass

ex Principe di Napoli

via Pignolo, 11

Bergamo

Afterclass avrà sede nell’ex “Principe di Napoli”, complesso seicentesco di oltre 2.000 metri quadri in via Pignolo 11, nel centro storico di Bergamo. Dopo oltre trent’anni di abbandono, la struttura — di proprietà del Comune ma a gestione privata — riaprirà al pubblico nella primavera del 2027 come nuovo presidio culturale stabile, ospitando attività dedicate a formazione, sperimentazione, lavoro, ristorazione e costruzione di comunità, in dialogo con le istituzioni cittadine.

Bergamo rappresenta il contesto ideale per Afterclass, unendo una solida tradizione culturale a un ecosistema artistico in crescita, animato da realtà come il Politecnico delle Arti, GAMeC e l’Accademia Carrara. La vicinanza a Milano consente inoltre a studenti e docenti di accedere a una rete internazionale, mantenendo un centro operativo in una città più sostenibile e coesa.

In questo senso, Afterclass si propone come un ponte tra due dimensioni complementari: la densità culturale della metropoli e la profondità relazionale di una città che ha fatto dell’equilibrio, della misura e della qualità della vita parte della propria identità distintiva.

 

La progettazione delle aule, dei laboratori e degli spazi comuni di Afterclass è stata affidata a 2050+, lo studio di architettura fondato da Ippolito Pestellini Laparelli, il cui lavoro esplora l’intersezione tra tecnologia, politica e ambiente attraverso diverse forme di pratica spaziale critica.

La scelta di coinvolgere 2050+ riflette l’ambizione di conferire al progetto non soltanto un’identità spaziale funzionale e distintiva, ma anche un forte carattere culturale. L’approccio dello studio va oltre la progettazione formale degli spazi, indagandone le implicazioni sociali, simboliche e politiche.

In Afterclass, questa prospettiva permette di concepire gli interni come parte integrante dell’esperienza di apprendimento, favorendo il dialogo, la collaborazione e lo scambio tra studenti, docenti, professionisti e la comunità più ampia.